
L’installazione deve intendersi fissa
e dovrà essere effettuata esclusiva-
mente da ditte specializzate e qua-
lificate, secondo quanto prescrive il
D.M. 37/08, ottemperando a tutte le
istruzioni e disposizioni riportate in
questo manuale.
Si dovranno inoltre osservare tutte
le disposizioni dei Vigili del Fuoco,
quelle dell’Azienda del gas e quanto
richiamato dalla Legge 10/91, relati-
vamente ai Regolamenti Comunali, e
dal DPR 412/93.
2.1 INSTALLAZIONE
IN CONFORMITA’ ALLE NORMATIVE
VIGENTI ED ESCLUSIVAMENTE PER
APPLICAZIONI INDUSTRIALI E NON
PER RISCALDAMENTO E PRODUZIO-
NE DI ACQUA CALDA SANITARIA.
2.2 AL LAC CIA MEN TO
IM PIAN TO
Per preservare l’impianto termico
da dannose corrosioni, incrosta-
zioni o depositi, è della massima
importanza, prima dell’installazione
dell’apparecchio, procedere al lavag-
gio dell’impianto in conformità alla
norma UNI-CTI 8065, utilizzando pro-
dotti appropriati come, ad esempio, il
Sentinel X300 o X400.
Istruzioni complete sono fornite con i
prodotti ma, per ulteriori chiarimen-
ti, è possibile contattare direttamen-
te il produttore GE Betz srl. Dopo il
lavaggio dell’impianto, per proteg-
gerlo contro corrosioni e depositi, si
raccomanda l’impiego di inibitori tipo
Sentinel X100.
E’ importante verificare la concen-
trazione dell’inibitore dopo ogni
modifica all’impianto e ad ogni verifi-
ca manutentiva secondo quanto pre-
scritto dai produttori (appositi test
sono disponibili presso i rivenditori).
Lo scarico della valvola di sicurezza
deve essere collegato ad un imbuto
di raccolta per convogliare l’eventua-
le spurgo in caso di intervento.
È sempre consigliabile montare delle
idonee saracinesche di intercetta-
zione sulle tubazioni di mandata e
ritorno impianto.
ATTENZIONE: La mancanza del
lavaggio dell’impianto termico e
dell’addizione di un adeguato inibi-
tore invalidano la garanzia dell’ap-
parecchio.
L’al lac cia men to gas de ve es se re
rea liz za to in conformità alle norme
UNI 7129 e UNI 7131.
Nel di men sio na men to del le tu ba zio ni
gas, da con ta to re a modulo, si do vrà
te ne re con to sia del le por ta te in vo lu-
mi (con su mi) in m
3
/h che del la den-
si tà del gas pre so in esa me.
Le sezioni delle tubazioni costituen-
ti l’impianto devono essere tali da
garantire una fornitura di gas suffi-
ciente a coprire la massima richie-
sta, limitando la perdita di pressione
tra contatore e qualsiasi apparecchio
di utilizzazione non maggiore di:
– 1,0 mbar per i gas della seconda
famiglia (gas naturale)
– 2,0 mbar per i gas della terza fami-
glia (butano o propano).
All’interno del mantello è applicata
una targhetta adesiva sulla quale
sono riportati i dati tecnici di identifi-
cazione e il tipo di gas per il quale la
caldaia è predisposta.
2.2.1 Filtro
sulla tubazione gas
La val vo la gas mon ta di se rie un fil-
tro al l’in gres so del gas che non è co-
mun que in gra do di trat te ne re tut te
le im pu ri tà con te nu te nel gas nel le
tu ba zio ni di re te.
Per evi ta re il cat ti vo fun zio na men to
del la val vo la, o in cer ti ca si ad di rit-
tu ra l’e sclu sio ne del le si cu rez ze di
cui la stes sa è do ta ta, si con si glia di
mon ta re al l’en tra ta del la tu ba zio ne
gas del la cal daia un ade gua to fil tro
gas.
2.3 CANNA
FUMARIA
Una canna fumaria per l’evacuazio-
ne nell’atmosfera dei prodotti della
combustione di apparecchi a tiraggio
naturale deve rispondere ai seguenti
requisiti:
– essere a tenuta dei prodotti della
combustione, impermeabile e ter-
micamente isolata;
– essere realizzata in materiali adatti
a resistere nel tempo alle normali
sollecitazioni meccaniche, al calo-
re ed all’azione dei prodotti della
combustione e delle loro eventuali
condense;
– avere andamento verticale ed es-
sere priva di qualsiasi strozzatura
in tutta la sua lunghezza;
– essere adeguatamente coibentata
per evitare fenomeni di condensa o
di raffreddamento dei fumi, in par-
ticolare se posta all’esterno dell’e-
dificio od in locali non riscaldati;
– essere adeguatamente distanzia-
ta mediante intercapedine d’aria
o isolanti opportuni, da materiali
combustibili e facilmente infiam-
mabili;
– avere al di sotto dell’imbocco del
primo canale da fumo una came-
ra di raccolta di materiali solidi
ed eventuali condense, di altezza
pari almeno a 500 mm. L’accesso
a detta camera deve essere garan-
tito mediante un’apertura munita
di sportello metallico di chiusura a
tenuta d’aria;
– avere sezione interna di forma cir-
colare, quadrata o rettangolare:
in questi ultimi due casi gli ango-
li devono essere arrotondati con
raggio non inferiore a 20 mm; sono
ammesse tuttavia anche sezioni
idraulicamente equivalenti;
– essere dotata alla sommità di un
comignolo, il cui sbocco deve es-
sere al di fuori della cosiddetta
zona di reflusso al fine di evitare
la formazione di contropressioni,
che impediscano il libero scarico
nell’atmosfera dei prodotti della
combustione;
– essere priva di mezzi meccanici di
aspirazione posti alla sommità del
condotto;
– in un camino che passa entro od è
addossato a locali abitati non deve
esistere alcuna sovrappressione.
2.3.1 Allacciamento
alla canna fumaria
(fig. 4)
La figura si riferisce al collegamento
della caldaia a canna fumaria o a ca-
mino, attraverso canali da fumo, se-
condo quanto prescritto dalla norma
UNI 7129/92 per apparecchi di porta-
ta termica nominale non maggiore di
35 kW.
Nel realizzare il collegamento si con-
siglia, oltre che a rispettare le quote
riportate, di utilizzare materiali a te-
nuta, adatti a resistere nel tempo alle
sollecitazioni meccaniche e al calore
dei fumi.
In qualsiasi punto del canale da fumo
la temperatura dei prodotti della
combustione deve essere superiore
a quella del punto di rugiada.
Non si effettuano cambiamenti di
direzione in numero superiore a tre,
compreso il raccordo di imbocco al
2 INSTALLAZIONE
7
IT
ENG
RUS